Clat
Joined: 03 May 2007
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Location: Italy
Alla riunione di giovedì s’è parlato di ere dei fan. Qui non se ne può parlare, ma c’è un aspetto che credo possa essere affrontato: quello del “talento necessario”.
Qualcuno dei presenti ha detto e ripetuto di non sentirsi all’altezza, perché non è capace a disegnare, a scrivere, a modellare in 3d., eccetera. Come molti sanno, ho una certa esperienza in materia e mi sono fatto l’idea che esista un solo requisito indispensabile, e per scoprirlo, basta porsi una sola domanda: “Mi piacerebbe lavorare a un’era? Mi divertirei a farlo?”
Se la risposta è no, tutto risolto, non c’è bisogno di aggiungere altro. Non è obbligatorio diventare “costruttori di ere”, e nessuno deve sentirsi in colpa perché ha altri gusti. Ma se la risposta è sì, non si deve rinunciare a priori solo perché ci si sente inadeguati.
Nessuno è nato imparato, recita un noto detto popolare, e l’essenza stessa del costruire ere sta proprio lì: imparare. Da zero, se uno sta a zero.
Come sapete, abbiamo un piccolo team italiano (che significa: gente che parla italiano con fuso orario italiano; dopo aver lavorato con canadesi, inglesi, olandesi, svedesi e americani, vi assicuro che fa comodo). Tutti noi siamo impegnati a imparare e a insegnarci l’un l’altro quel che sappiamo. Lo facciamo un po’ con quello spirito da “greeters” che tutti abbiamo nei confronti dei nuovi giocatori alle prime armi con Uru.
Non è finita. Per costruire un’era, occorrono diverse competenze e diversi talenti, non solo disegnare, scrivere e modellare. Qualche esempio:
Recitare (per doppiare gli npc: nelle nostre ere si parla italiano).
Fotografare materiali e superfici interessanti da usare come texture.
Fotografare elementi decorativi (in Italia ne abbiamo dappertutto di grandissima qualità) da usare come base per decorare le nostre ere.
La stessa cosa per le architetture.
Infine, molto importante: la progettazione di puzzle ed enigmi originali, risolvibili “alone or together”, ovvero da giocatore singolo o in gruppo.
Che ne pensate? Vogliamo parlarne un po’?
Qualcuno dei presenti ha detto e ripetuto di non sentirsi all’altezza, perché non è capace a disegnare, a scrivere, a modellare in 3d., eccetera. Come molti sanno, ho una certa esperienza in materia e mi sono fatto l’idea che esista un solo requisito indispensabile, e per scoprirlo, basta porsi una sola domanda: “Mi piacerebbe lavorare a un’era? Mi divertirei a farlo?”
Se la risposta è no, tutto risolto, non c’è bisogno di aggiungere altro. Non è obbligatorio diventare “costruttori di ere”, e nessuno deve sentirsi in colpa perché ha altri gusti. Ma se la risposta è sì, non si deve rinunciare a priori solo perché ci si sente inadeguati.
Nessuno è nato imparato, recita un noto detto popolare, e l’essenza stessa del costruire ere sta proprio lì: imparare. Da zero, se uno sta a zero.
Come sapete, abbiamo un piccolo team italiano (che significa: gente che parla italiano con fuso orario italiano; dopo aver lavorato con canadesi, inglesi, olandesi, svedesi e americani, vi assicuro che fa comodo). Tutti noi siamo impegnati a imparare e a insegnarci l’un l’altro quel che sappiamo. Lo facciamo un po’ con quello spirito da “greeters” che tutti abbiamo nei confronti dei nuovi giocatori alle prime armi con Uru.
Non è finita. Per costruire un’era, occorrono diverse competenze e diversi talenti, non solo disegnare, scrivere e modellare. Qualche esempio:
Recitare (per doppiare gli npc: nelle nostre ere si parla italiano).
Fotografare materiali e superfici interessanti da usare come texture.
Fotografare elementi decorativi (in Italia ne abbiamo dappertutto di grandissima qualità) da usare come base per decorare le nostre ere.
La stessa cosa per le architetture.
Infine, molto importante: la progettazione di puzzle ed enigmi originali, risolvibili “alone or together”, ovvero da giocatore singolo o in gruppo.
Che ne pensate? Vogliamo parlarne un po’?




